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martedì 1 aprile 2008

Mosley

Anvedi un po' che te combina Mosley con le mignottone.....ehehehehe

martedì 4 marzo 2008

La Truffa del FotoVoltaico

http://www.promiseland.it/images/news/2006/mega.jpg


Traggo un articolo molto interessante da qui. Queste, sono le classiche informazioni che dovrebbero essere alla portata di tutti per farci riflettere, e permetterci di prendere le decisioni giuste; ma che, invece, vengono oscurate e cassate, al solo scopo di fottere il popolo sovrano . Nella sua capacità decisionale.
Siamo, ancora una volta, distanti dal concetto di democrazia e di potere reale in mano a liberi cittadini.

NDR Grassetti corsivi miei.

"
03.03.2008 - La truffa del fotovoltaico
La psicosi del risparmio energetico ha scatenato la disperata ricerca della fonte energetica alternativa che consente di liberare i cittadini da questa schiavitù. Tra gli investimenti maggiormente pubblicizzati da una rete di imprese, associazioni e banche figura come primario quello dell'impianto fotovoltaico, godendo da circa due anni di un sistema di incentivazione particolare: il conto energia.

Il caro petrolio ha lanciato la psicosi del risparmio energetico e ha scatenato la disperata ricerca della fonte energetica alternativa per uscire dal circolo vizioso dei rincari insostenibili. Cominciano così ad accreditarsi sempre più le fonti di energia alternative, sostenute da una politica promossa dall'Unione Europea e dagli stessi governi di incentivi per abbattere le emissioni di CO2 nell'atmosfera, come sancito dal Trattato di Kyoto. Tra gli investimenti maggiormente pubblicizzati da una rete di imprese, associazioni e banche figura come primario quello dell'impianto fotovoltaico, godendo da circa due anni di un sistema di incentivazione particolare.
In particolare, il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, ha previsto una procedura amministrativa in virtù della quale viene concesso una forma di finanziamento mediante il pagamento ad una tariffa fissa l'energia prodotta mediante il proprio impianto fotovoltaico. In tal modo, il Ministero dell'Ambiente decide di trasferire al proprietario dell'impianto, nonché assegnatario del progetto di finanziamento, una cifra annuale commisurata alla capacità energetica dell'impianto, remunerando l'elettricità prodotta dall'impianto per un certo numero di anni. Stiamo parlando del progetto "conto energia" che va a ripagare con un piano di ammortamento l'acquisto degli impianti già acquistati, funzionanti e connessi alla rete elettrica di distribuzione della casa, predisponendo degli appositi contatori che indicano non solo l'energia consumata ma anche quella prodotta. Ovviamente viene prevista anche la possibilità di poter vendere alla rete nazionale energetica il surplus prodotto, acquistando un credito nei confronti dell'Enel. La norma in sé sembra conveniente e allettante, considerando che riconoscerebbe ad una famiglia media di 4 componenti, che costruisce un impianto di 4 Kw, un finanziamento di 2500€ all'anno, a cui occorre aggiungere il risparmio energetico derivante dal mancato pagamento di bollette energetiche e gas.

Di fatto, per applicare tale norma è stato costruito un contorto sistema che vede imprese, banche e assicurazioni coinvolte in una rete viziosa allo scopo di trarre ovviamente un guadagno dall'incentivazione statale ad acquistare impianti fotovoltaici. I soggetti promotori del progetto sono il più delle volte società, spesso con una struttura multilevel, che si fanno carico delle pratiche di progettazione ingegneristica e civile dell'impianto, nonché del montaggio e del collegamento dello stesso alla rete di distribuzione interna e nazionale. Costruiscono a tal fine una rete di agenti che - come i nostalgici rappresentanti degli elettrodomestici e casalinghi - propongono al cliente la costruzione di un impianto fotovoltaico a costo pari a zero, grazie alla possibilità di usufruire degli incentivi statali. In realtà, in una seconda fase del colloquio, l'agente spiega che al momento dell'acquisto dell'impianto, viene sottoscritto un "mutuo chirografario" di 20 anni, ad un tasso del 5-6%, grazie al quale la Banca anticipa l'intera somma del costo dell'impianto e poi si rifà sulle somme trasferite dal Ministero.

Il punto critico viene allo scoperto proprio esaminando questo piccolo particolare, in quanto l'acquisto dell'impianto implica direttamente la sottoscrizione del mutuo, ma non necessariamente l'attribuzione degli incentivi statali, la cui concessione si ha solo dopo che l'impianto diventa funzionante e deve comunque scontare la valutazione delle condizioni esistenti. Nel momento in cui, dunque, acquistate l'impianto verrà subito acceso il mutuo, che non sarà collegato alla pratica inoltrata presso il Ministero: i due contratti vengono ad esistere in momenti diversi, e le vicende dell'uno non posso influire l'esito dell'altro. In altre parole, qualora lo Stato non conceda il finanziamento o interrompa il trasferimento perché "le quote energetiche" sono state tutte aggiudicate, il muto non cesserà di esistere e incomberà sul soggetto che lo ha sottoscritto, unico e solo debitore "chirografario", ossia responsabile personalmente e con i suoi beni.
Nel meccanismo è stata prevista anche una forma di copertura "assicurativa" in caso di furto o di guasto dell'impianto che potrebbero portare all'interruzione dei trasferimenti dello Stato: in questo caso occorre aggiungere l'ulteriore costo della componente assicurativa. Stesso discorso vale per la manutenzione e per la garanzia dell'impianto, in quanto l'impresa dà una copertura di oltre 20 anni per alcune componenti, mentre per altre la garanzia non può essere superiore a 10 anni considerando che alcuni componenti - come l'alternatore di energia che consente di convertire l'energia fissa in energia alternata come necessita al sistema elettrico. Allo stesso modo, la garanzia non è collegata al mutuo, in quanto qualora il guasto non rientri nelle clausole previste né dall'assicurazione né dalla garanzia, il debito della banca resta lì, e deve essere pagato in ogni caso.

Infine, stiamo parlando di impianti che costituiscono una tecnologia "vecchia", risalente agli sessanta, e che in quanto tale dovrebbe essere venduta ad un prezzo di mercato ragionevole, oltre ad aver coltivato esperienza e conoscenza tale da poter far fronte ad ogni inconveniente. Nella realtà gli impianti fotovoltatici vengono venduti a prezzi molto elevati, per circa 7 mila euro ogni Kw di potenza, senza tuttavia garantire che la potenza dell'impianto rimanga nel tempo immutata e non sia sottoposta a degrado, e molto spesso le società comprano dei materiali scadenti per rivenderli ad alte tariffe, con costi che vanno alle stelle se si considera che dovranno alimentare la multilvel, le Banche e le assicurazioni. È chiaro che, dietro al fotovoltaico - entrato nell'immaginario collettivo come una fonte di energia alternativa ed ecologica - hanno costruito un sistema intenzionalmente contorto e complesso per fare, ancora una volta, dell'energia un business, ai danni dei cittadini e dello Stato stesso.

Per quanto possa essere giusta e solida la motivazione di fondo della norma, il modo in cui viene applicata è sbagliato, è poco trasparente e potrebbe rivelarsi una vera e propria truffa, per far girare la macchina bancaria e delle multilevel. Poteva essere elaborato un qualsiasi altro sistema, come un diretto coinvolgimento dell'Enel, che avrebbe beneficiato degli incentivi oppure avrebbe messo nel conto di ammortamento il risparmio delle bollette, senza richiedere così l'intervento di una banca. D'altronde se il sistema era davvero conveniente, funzionale ed efficiente, avrebbe avuto una pubblicità su larga scala, e avrebbe preso piede tra la popolazione in poco tempo. Invece sono anni che non si muove nulla, e in questi ultimi mesi l'unica cosa che sono riusciti a muovere sono stati - come sempre d'altronde - i mutui, i debiti, i finanziamenti. Allora ci chiediamo perché l'Enel non comincia già da domani a fornire ad ogni famiglia un impianto fotovoltaico, acquistando dai cittadini l'energia, investendo così della "produzione diffusa" e non in quella concentrata in obsolete centrali termoelettriche. Molto spesso abbiamo risposto a questa domanda dicendo che "vi sono grandi interessi delle lobbies petrolifere" che impedisce il diffondersi di tecnologie differenti. La triste realtà tuttavia fa capire che questo è un grande alibi, che il problema di base siamo noi stessi, i nostri governi, le nostre imprese, che complicano una cosa così semplice solo per speculare, per lucrare sulla speranza dei cittadini di uscire dall'incubo del petrolio e del gas. I mutui, le multilevel : non sono questi i mezzi che porteranno i popoli ad ottenere energia libera, perché sono strumenti di potere."

lunedì 4 febbraio 2008

Tempo Perso


E' caduto il Governo, e lo sforzo di Marini sa tutto da tempo perso. Come del resto il voto è tempo perso. La classe politica andrebbe inforcata e resettata. Siamo in Europa ? Voglio un premier finnico,l e un parlamento fatto da francesi, tedeschi, spagnoli, sloveni, croati, irlandesi, ecc. No agli italiani in Parlamento, visto che si sono dimostrati degli incapaci presuntuosi.

sabato 26 gennaio 2008

E Adesso ?

E adesso che futuro ci aspetta ? Cosa ci possiamo ragionevolmente aspettare ? I Governio dovrebbero veramente cadere, e non solo mutar pelle, affinchè le cose potessero cambiare veramente. Perchè ci si potesse permettere un cambiamento.

mercoledì 23 gennaio 2008

Bloccato Tutto

Emanuela Falcetti stamani su Radio 1 spiegava, con l'ausilio di esperti, che la caduta del Governo comporta una cascata di conseguenza. Bloccati i rinnovi dei contratti, blocco dei lavori per le grandi opere, blocco vendita Alitalia, ecc. . Grazie Mastella! Grazie a te, siamo ancor più nella merda.

lunedì 21 gennaio 2008

Morte d' Italia

La notiziola è di quelle che mi piacciono al Lunedì mattina e che fanno incazzare. La lotta allo spreco in Italia non avrà mai fine. Amen.

Italia.NO

Ha chiuso definitivamente i battenti Italia.it, portale dei record negativi.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-01-2008]

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Venerdi' 18 gennaio il portale Italia.it, che avrebbe dovuto lanciare l'immagine dell'Italia nel mondo offrendo contenuti e informazioni del nostro Bel Paese, è deceduto.

Costato ufficialmente 45 milioni di euro, costellato di errori improbabili e grossolane mancanze strutturali quali una bassa usabilità, il non rispetto della legge Stanca e sovrabbondante di orpelli in flash, ha iniziato la sua agonia sin dal primo giorno di "apertura".

Assolutamente non pubblicizzato, assolutamente privo di validi contenuti e di un sufficiente "perché" che ne spiegasse la ragion d'essere, ha vivacchiato per meno di un anno. Chiuderà anche la redazione di Napoli, costata anch'essa un sostanzioso investimento di milioni di euro, che avrebbe dovuto occuparsi della gestione del portale.

La decisione è stata presa dal Dipartimento dell'innovazione tecnologica, mentre nessuna nota sarebbe pervenuta dal ministro Rutelli o dal suo Ministero per i Beni e le Attività Culturali da cui il portale dipendeva, dopo l'inaugurazione in pompa magna dello scorso anno.

I funerali si sono tenuti in forma privata nella giornata di venerdì. Amen.

giovedì 17 gennaio 2008

E' Bastato Poco

E' bastato poco. Un papa che non parla all' Università, un ministro che si dimette e a cui arrestano la moglie, e il problema "munnezza" a Napoli e dintorni è scomparso. Sic et simpliciter non esiste più. In Italia risolviamo le cose più rapidamente dei Tedeschi.

martedì 8 gennaio 2008

Camorra e Munnezza

Non so se abbiate osservato la qualità dei rifiuti che si trovano all'aria aperta a Napoli? Non vi è il semplice umido, il fogliame, o quant'altro. C'è il supermarket del rifiuto. Trovi di tutto. Dai Mobili, ai lavandini, alle batterie, al pesce, ai pneumatici, a tutto il resto. Sappiamo che la responsabilità è di 3 grosse fette di persone: 1) la cittadinanza, 2) la politica, 3) la camorra. Il fronte da attaccare e criticare è quindi multiforme e poliedrico.
Ma le disavventure napoletane mi fanno pensare che chi ha veramente e solo da guadagnarci sia la camorra. La quale oltre a gestire lo smaltimento rifiuto impera anche nel reparto alimentare. E allora quando compro una bella mozzarella mi chiedo sempre se non sia adulterata, o quando mangio una pasta al pomodoro, mi chiedo se non mangi grano modificato e pomodoro al cianuro.... si ammetto. Sarà pure psicosi. Ma c'è molto di vera in essa, non trovate?